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Python - sito ufficiale della comunità italiana

Python è un linguaggio di programmazione dinamico orientato agli oggetti utilizzabile per molti tipi di sviluppo software. Offre un forte supporto all'integrazione con altri linguaggi e programmi, è fornito di una estesa libreria standard e può essere imparato in pochi giorni. Molti programmatori Python possono confermare un sostanziale aumento di produttività e ritengono che il linguaggio incoraggi allo sviluppo di codice di qualità e manutenibilità superiori.

Python gira su Windows, Linux/Unix, Mac OS X, OS/2, Amiga, palmari Palm e cellulari Nokia; è stato anche portato sulle macchine virtuali Java e .NET.

Python è distribuito con licenza Open-Source approvata dalla OSI: il suo utilizzo è gratuito e libero anche per prodotti commerciali.

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Python diventa sempre più veloce: cosa sta cambiando davvero

Per anni Python si è portato dietro una fama difficile da scrollarsi di dosso: potente, versatile, ma non esattamente il linguaggio più veloce del mondo. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato. E non poco.

Dalla versione 3.11 in poi, Python ha iniziato a ricevere miglioramenti significativi in termini di performance, grazie a una serie di ottimizzazioni dell’interprete che stanno rendendo il linguaggio sempre più competitivo anche in scenari dove prima non era la scelta ideale.

Secondo i dati ufficiali del team Python, Python 3.11 ha introdotto miglioramenti medi intorno al 10-60% rispetto alla versione 3.10, grazie a un nuovo interprete più efficiente e a tecniche come l’adaptive specializing interpreter.

Le versioni successive, come 3.12, 3.13 e 3.14, hanno continuato su questa strada, lavorando su:

- ottimizzazione dell’esecuzione del bytecode
- miglior gestione della memoria
- riduzione dell’overhead nelle chiamate di funzione
- miglioramenti nelle strutture dati interne

In molti casi reali, questi interventi si traducono in applicazioni sensibilmente più rapide, senza richiedere modifiche al codice esistente.

Ma le novità più interessanti riguardano due cambiamenti strutturali molto importanti.

Il primo è il superamento del Global Interpreter Lock (GIL).

Con Python 3.13 è stato introdotto ufficialmente il supporto al cosiddetto “free-threading”, ovvero una modalità opzionale dell’interprete che permette di eseguire codice Python senza il GIL.

Questo non significa che il GIL sia sparito: la modalità tradizionale resta quella predefinita, soprattutto per garantire compatibilità con l’ecosistema esistente.

Tuttavia, il fatto che il supporto sia ora parte ufficiale del linguaggio segna un passaggio storico: Python può finalmente evolvere verso un vero parallelismo multi-thread anche nelle applicazioni CPU-bound.

Il secondo elemento chiave è l’introduzione iniziale di un JIT compiler (Just-In-Time).

Sempre a partire da Python 3.13, sono state introdotte le basi per un sistema di compilazione JIT che permette di ottimizzare dinamicamente l’esecuzione del codice.

Il JIT è una tecnologia già utilizzata in linguaggi come Java e JavaScript, e consente di tradurre parti di codice in forma più efficiente durante l’esecuzione, migliorando le performance senza interventi manuali da parte dello sviluppatore.

Anche in questo caso siamo nelle prime fasi, ma il potenziale è enorme: combinato con le altre ottimizzazioni, il JIT rappresenta uno dei tasselli fondamentali per rendere Python sempre più competitivo anche in termini di velocità pura.

In altre parole, Python non sta solo diventando più veloce, sta cambiando profondamente il modo in cui viene eseguito. E, fatemelo scrivere con un po' di orgoglio, per una volta, migliorare le performance non significa scrivere codice più complesso.

Significa semplicemente aggiornare Python.
2026-03-17 17:29:16.824048

Python domina sempre di più l’AI

Se negli ultimi anni hai avuto la sensazione che Python sia ovunque nel mondo dell'intelligenza artificiale, non è solo un'impressione. I numeri più recenti lo confermano: Python è ormai il linguaggio di riferimento per l’AI e il machine learning, con un vantaggio enorme sugli altri linguaggi.

Secondo diversi report sullo sviluppo software e sull’ecosistema AI, oltre il 70–80% dei progetti di machine learning utilizza Python come linguaggio principale.

Insomma: se l’AI fosse una città, Python sarebbe probabilmente il sistema di trasporto pubblico.

Perché proprio Python? La risposta è abbastanza semplice: l'ecosistema.

Negli ultimi anni si è creato un insieme di librerie e framework che rendono Python estremamente efficace per lavorare con dati e modelli di AI.

Tra i più utilizzati troviamo:
- TensorFlow
- PyTorch
- scikit-learn
- pandas
- NumPy

Queste librerie permettono di passare dall’analisi dei dati alla costruzione di modelli complessi senza cambiare linguaggio.

E questo, per ricercatori e sviluppatori, è un enorme vantaggio, anche le Big Tech puntano su Python.

Gran parte degli strumenti più importanti nel campo dell’AI sono progettati con Python come interfaccia principale.

Aziende e laboratori di ricerca lo utilizzano per:
- addestrare modelli di machine learning
- costruire pipeline di dati
- sviluppare applicazioni AI
- creare prototipi rapidamente

Ma non era “troppo lento”? Questa è una delle obiezioni più comuni.

Python non è il linguaggio più veloce, ma nel mondo dell’AI spesso la velocità viene gestita dalle librerie sottostanti, scritte in C, C++ o CUDA.

Python diventa quindi una specie di direttore d’orchestra:
- il codice Python coordina
- le librerie ottimizzate fanno il lavoro pesante

Risultato: produttività altissima senza sacrificare troppo le prestazioni.

Il futuro: Python sempre più centrale. Con l’esplosione dell’AI generativa e del machine learning applicato, Python sembra destinato a restare al centro dell’ecosistema per parecchio tempo.

Nuovi strumenti, framework e librerie continuano a nascere proprio attorno al linguaggio e se il trend continuerà così, la domanda non sarà più: "Python è usato nell’AI?" ma piuttosto "Esiste ancora AI senza Python?"
2026-03-10 05:22:46.196089

Python potrebbe cambiare numerazione delle versioni (e farci smettere di contare)

Chi usa Python da un po’ lo sa: le versioni si susseguono con un ritmo piuttosto regolare: 3.10, 3.11, 3.12, 3.13… e ogni anno qualcuno nella community si ritrova a chiedersi: "Aspetta… ma la 3.11 è uscita prima dopo o durante il 2022?"

Per evitare questi piccoli drammi matematici, nella comunità Python è comparsa una proposta interessante: cambiare il sistema di numerazione delle versioni. L’idea arriva dalla PEP 2026, che suggerisce di adottare il Calendar Versioning (CalVer).

Tradotto: smettiamo di contare e usiamo direttamente l’anno.

Ma come funzionerebbe? Invece delle classiche versioni: Python 3.12, Python 3.13, Python 3.14 ... potremmo avere qualcosa del tipo:
-- Python 3.26 → rilasciato nel 2026
-- Python 3.27 → rilasciato nel 2027
-- Python 3.28 → rilasciato nel 2028

Quindi niente più dubbi esistenziali: se vedi Python 3.26, sai immediatamente che arriva dal 2026.
Il motivo è semplice: rendere le versioni più intuitive da capire. Chi lavora in azienda o gestisce infrastrutture spesso si trova a chiedersi:
-- questa versione è recente?
-- è ancora supportata?
-- devo aggiornare ... ieri?

Con una numerazione basata sull’anno, la risposta diventerebbe molto più immediata.

Se ti stai preoccupando: no, Python non diventerà improvvisamente Python 2026 Ultra Mega Edition seguita da Python 2027 Alabarda Spaziale Edition.Il ciclo di rilascio rimarrebbe lo stesso:
-- una nuova versione ogni anno
-- circa 5 anni di supporto

Cambierebbe solo il numero stampato sulla scatola. Come ogni proposta che riguarda Python, anche questa ha già acceso un bel po’ di discussioni. C’è chi pensa che sia: "Più chiaro, più moderno, più facile da gestire" e chi invece dice: "Abbiamo già imparato a contare fino a 3.14, non fatemi ricominciare."

Per ora la proposta è ancora in discussione, quindi non è certo che vedremo davvero Python 3.26 nei prossimi anni.

Nel frattempo… Una cosa però è sicura: che si chiami Python 3.15 o Python 3.26, continueremo comunque a fare quello che facciamo sempre:
-- scrivere codice
-- installare dipendenze
-- ...e litigare con gli ambienti virtuali.
La vera "tradizione" Python non cambia mai. :py:
2026-03-10 05:12:02.098944

Pythonisti tocca a voi!

Come di consueto vi invitiamo a lasciare le vostre considerazioni, anzi opinioni e preferenze, tramite l'immancabile sondaggione, il Python Developers Survey 2026.

Eccovi il link
e sondaggiate numerosi. :py:
2026-03-09 16:12:34.742947

Domina Python come un boss di fine livello

Ehi tu, che leggi queste righe, vuoi dominare Python come un vero boss di fine livello? Bene eccoti alcuni consigli di sicuro effetto:

1. Fissa un obiettivo chiaro: Sai perché vuoi imparare Python? Spero sia perché vuoi conquistare il mondo della programmazione! Decidi cosa vuoi raggiungere e preparati ad affrontare gli ostacoli lungo il percorso.

2. Parti dalle basi: Come ogni eroe che si rispetti, avrai bisogno di una base solida per padroneggiare Python. Impara le variabili, i tipi di dati, le funzioni e tutto il resto. Non preoccuparti, non devi essere un mago, ma è meglio avere queste abilità in faretra. Usa del materiale didattico valido, non affidarti alla prima guida che trovi scritta nel 1789. Anche qui su questo sito ti aiutiamo, vai nelle sezioni apposite e non te ne pentirai.

3. Pratica regolarmente: Non aspettarti di diventare un guru del codice da un giorno all'altro. Mettiti alla prova con esercizi (magari divertenti) e sfide di programmazione. Più pratica, più potenza otterrai. Smetti di aspettare che la conoscenza ti piova addosso e inizia a digitare come un matto!

4. Trova un mentore e/o unisciti a una community: Non andare in questa avventura da solo, trova un mentore o un gruppo di appassionati di Python, su questo sito trovi diverse informazioni in merito. Diventeranno i tuoi compagni di squadra, pronti a darti una mano quando ne hai bisogno e a condividere segreti e trucchi. Insieme potrete conquistare il mondo del codice!

5. Sfrutta il potere delle librerie e dei framework: Invece di reinventare la ruota, usa le librerie e i framework di Python. Sono come dei superpoteri che ti permettono di risolvere compiti complessi in modo più semplice e veloce.

6. Lanciati in progetti reali: Affronta progetti reali come un vero avventuriero. Crea applicazioni interessanti, risolvi problemi concreti o costruisci qualcosa di fantastico. Questa è la tua occasione per dimostrare al mondo di cosa sei capace. Esistono anche tanti progetti opensource ai quale aggregarti, perché non farlo?

...e più importante di tutto...

7. Mantieni lo spirito e la determinazione: Imparare Python richiede tempo e impegno. Ci saranno momenti in cui sembrerà difficile, ma non mollare mai! Sii paziente, persisti e ricorda che il viaggio è tanto divertente quanto il risultato finale.

Quindi, armati di coraggio, divertiti e preparati a dominare Python come un vero eroe del codice!
2023-05-18 13:49:16.511700